Centralità ed equilibrio nello sci

24 Ago 2021 | Tecnica sci

Il termine “centralità” ricorre spessissimo quando si parla di tecnica dello sci. È luogo comune piuttosto diffuso quello per cui per esprimere una sciata di alto livello bisogna “essere centrali“, riuscire a “mantenere la centralità” in ogni situazione. Chi non riesce a mantenere la centralità è solitamente arretrato, che come abbiamo visto (errori tecnica sci: sciare arretrati) è uno dei difetti principali di ogni sciatore, anche a livello alto.

In questo articolo cercherò di spiegare:

  • cos’è la centralità
  • cos’è la centralità dinamica
  • perché centralità e perpendicolarità al terreno sono due cose diverse
  • perché si può essere arretrati pur essendo centrali
  • cosa possiamo fare per mantenere la centralità

Quando si parla di centralità, s’intende la gestione dell’equilibrio sul piano sagittale, lungo la direzione degli sci, ovvero il cosiddetto equilibrio “antero-posteriore”, che si modifica spostando il baricentro del corpo (situato più o meno all’altezza del bacino) avanti e indietro.

Prima di scoprire cos’è la centralità, cerchiamo di capire cosa non è la centralità ovvero le definizione errate che spesso vengono fornite anche dagli addetti ai lavori.

Cosa NON è la centralità?

Molti pensano che la centralità sia la perpendicolarità del corpo rispetto al pendio. Formalmente, questo è sbagliato e come vedremo, causa non pochi problemi di comprensione, quando si parla di tecnica dello sci, anche tra gli addetti ai lavori. Per esempio, osservate questo istruttore: vi sembra che stia mantenendo la perpendicolarità al pendio?

Centralità

Non mi pare proprio, anzi, sembra decisamente arretrato. Quindi non è centrale? In realtà, potrebbe tranquillamente esserlo. Ma anche se non lo fosse, non sarebbe un problema (vedremo dopo il perché). Una cosa è certa: lo sciatore è perfettamente in equilibrio, a dimostrarlo la sua postura, assolutamente naturale e rilassata.

Dal punto di vista fisico, lo sciatore è centrale quando la risultante delle forze esterne cade all’interno della base di appoggio, ovvero sulla superficie delimitata dagli scarponi. Se lo sciatore è fermo, o si muove a velocità costante, allora le due definizioni (quella giusta e quella sbagliata) coincidono, perché la risultante delle forze esterne avrà una direzione perpendicolare rispetto al pendio e quindi la posizione “perpendicolare rispetto al pendio” garantirà anche che la risultante delle forze esterne cada all’interno della base di appoggio.

Durante la normale sciata, tuttavia, si generano importanti forze in senso antero – posteriore, perché durante l’esecuzione di una curva la velocità non è costante, ma aumenta nella prima parte per poi diminuire nella seconda. Si generano così forze di inerzia che consentono allo sciatore di arretrare, pur rimanendo centrale.

Per capire questo concetto immaginate di essere su un autobus in movimento, e non potete aggrapparvi a nessun appiglio. L’autista frena, e voi avvertite una forza che vi spinge avanti: la stessa forza di inerzia che subisce lo sciatore “frenato” dagli attriti dell’aria e della neve. Per resistere a questa forza cosa fate? Spostate il bacino indietro. Ovvero arretrate. Esattamente la stessa cosa che fanno gli sciatori a fine curva.

Perché bisogna essere centrali (e quando)?

La domanda non è scontata, lo sarebbe se non avessimo gli sci ai piedi, quando perdere la centralità significherebbe anche perdere l’equilibrio, e cadere. Tuttavia, il sistema scarponi – sci – attacchi ci consente di aumentare enormemente la base di appoggio.

Con gli sci ai piedi possiamo sbilanciarci avanti o indietro senza cadere, per esempio possiamo inclinarci in avanti fino a toccare le punte degli sci, cosa impossibile se non potessimo appogiarci sulla linguetta dello scarpone e non fossimo vincolati all’attacco. Così facendo, ci renderemmo immediatamente conto del fatto che stiamo inarcando la spatola dello sci. Idem se ci sbilanciamo indietro: possiamo non cadere, perché ci stiamo affidando alle code degli sci, le stiamo caricando, flettendole.

Durante la sciata, se vogliamo far lavorare in modo ottimale lo sci, dovremmo caricarlo più o meno al centro. Se lo carichiamo più in spatola, tenderemo a perdere le code che, scariche, non riuscirebbero a vincolarsi al terreno. Lo stesso accade se carichiamo troppo le code: la spatola dello sci tenderà a sbandare, sottosterzando.

Gli sciatori di alto livello sfruttano il trasferimento di carico antero – posteriore per modificare il comportamento dello sci. In linea di massima, all’inizio della curva bisognerebbe trasferire il carico sulla parte anteriore dello sci (portando il baricentro (ovvero il bacino) il più possibile davanti ai piedi, per poi spostare gradualmente il carico verso a coda dello sci, con il baricentro dello sciatore che, a fine curva, si troverà decisamente dietro gli attacchi.

Questa teoria è supportata da diversi riscontri oggettivi: quello video (l’arretramenteo del bacino a fine curva è evidente in tutti gli sciatori di alto livello), ma è stato anche confermato da diversi studi che hanno esaminato le pressioni sotto al piede degli sciatori. A tal proposito, rimando al video sul mio canale Youtube, riguardo le pressioni sotto al piede.

Il bacino va spostato avanti e indietro durante la sciata anche per un altro motivo. Dal punto in cui abbiamo gli sci piatti, fino alla massima pendenza, la pendenza della pista aumenta, per poi diminuire nella seconda parte, dalla massima pendenza fino alla successiva fase di cambio degli spigoli.

Se vogliamo rimanere la cosiddetta “perpendicolarità al pendio”, ovvero se vogliamo che la linea che passa dal nostro baricentro e dal centro degli attacchi, sia perpendicolare al terreno, dobbiamo spostare il baricentro avanti dal cambio degli spigoli fino alla massima pendenza, e riportarlo indietro dalla massima pendenza fino al cambio degli spigoli successivo.

Perché si parla di centralità dinamica?

Se mi hai seguito fino a qui, dovresti aver compreso che la centralità non è una posizione statica, e soprattutto non significa essere sempre perpendicolari al pendio: per questo si parla di centralità dinamica, ed è per questo che quasi tutti gli sciatori non riescono a capire come risolvere il problema dell’arretramento.

Moltissimi sciatori di livello medio o anche medio-alto, non sciano sempre arretrati, ma sono arretrati quando dovrebbero essere avanzati, e avanzati quando dovrebbero essere arretrati! Cioè gestiscono la centralità al contrario, assecondando le forze che tendono a farli avanzare a fine curva, e arretrare a inizio curva, invece di opporsi ad esse: per questo si trovano così a mal partito. Ma di questo abbiamo parlato in un altro articolo, a cui vi rimando.

Gestire l’arretramento

Come abbiamo visto, essere centrali non significa adottare una posizione statica, ma potremmo definire la centralità come la capacità di gestire correttamente i movimenti antero-posteriori.

Gli sciatori di livello più basso sciano con un assetto tendenzialmente più arretrato rispetto a quelli più bravi. Tuttavia, è altrettanto vero che se osserviamo gli atleti di coppa del mondo, scopriamo che si trovano spessissimo a dover recuperare l’equilibrio dopo essere arretrati oltremodo, cosa che accade molto raramente negli sciatori meno bravi. Come mai?

Il motivo di questo paradosso è che gli sciatori più bravi vanno a ricercare l’arretramento a fine curva, perché è funzionale alla sciata, è necessario per sfruttare al 100% le caratteristiche dello sci moderno, per farlo condurre in modo ottimale. Questo arretramento controllato va gestito bene, cosa non sempre possibile: per questo motivo spesso e volentieri chi scia al limite si trova a dover recuperare un assetto troppo arretrato a fine curva. Se il recupero avviene in tempi rapidi, lo sciatore non verrà penalizzato, ma se questo recupero impiega troppo tempo, o deve essere fatto al costo di una sbandata, ecco che l’atleta verrà penalizzato in termini di performance.

La cosa non riguarda solamente gli atleti agonisti, ma è importante anche in campo libero, dove lo sciatore in genere ricerca un elevato livello di conduzione e inclinazioni sempre maggiori. Ovviamente in campo libero, dove non c’è l’esigenza di sciare vicini al limite, si potrà penalizzare un poco la prestazione al fine di avere una sciata più pulita, più in controllo, gestendo con maggior cautela gli arretramenti, in modo tale da non perdere quasi mai l’equilibrio ed essere costretti ad evidenti recuperi.