È sempre un errore tenere lo sci interno più avanti rispetto allo sci esterno durante la curva? E soprattutto, dobbiamo cercare di mantenere i piedi perfettamente allineati in ogni fase della curva?
La risposta, come spesso accade quando si parla di tecnica dello sci, è: dipende. Il disallineamento degli sci è infatti un fenomeno che si osserva anche negli sciatori di alto livello e che, in determinate fasi della curva, può essere non soltanto naturale, ma anche funzionale a una corretta esecuzione del movimento.
Il problema nasce quando questo disallineamento diventa eccessivo oppure quando non viene recuperato al momento giusto. Per capire come gestirlo, dobbiamo quindi distinguere le diverse fasi della curva e capire che cosa succede ai piedi, alle gambe e al bacino.
Che cosa significa disallineare gli sci?
Quando parliamo di disallineamento ci riferiamo alla posizione relativa dei due piedi: lo sci interno alla curva si trova più avanti rispetto allo sci esterno.
Per capire di quale sci stiamo parlando, ricordiamo che lo sci interno è quello più vicino al centro della curva, mentre lo sci esterno è quello più lontano. In una curva a destra, per esempio, lo sci destro è quello interno e lo sci sinistro quello esterno.
Osservando le sequenze degli sciatori esperti, si nota che i piedi non rimangono necessariamente allineati durante tutto l’arco di curva. Il punto interessante, però, non è semplicemente constatare che esiste un disallineamento: dobbiamo capire quando si verifica, quanto è marcato e soprattutto quando viene recuperato.
Che cosa succede nelle diverse fasi della curva?
Per comprendere il fenomeno, analizziamo una curva suddividendola in tre momenti: fine curva, cambio degli spigoli e ingresso nella curva successiva.
1. Fine curva: il disallineamento aumenta
Nella parte finale della curva le forze che agiscono sullo sciatore tendono naturalmente ad accentuare il disallineamento dei piedi. Anche gli sciatori di alto livello possono presentare una certa differenza nella posizione dei due sci, sebbene generalmente contenuta.
È in questa fase della curva che il disallineamento diventa “errore”, perché le forze in gioco tendono ad aumentarlo e dunque lo sciatore, in questa fase, deve adottare delle strategie attive per limitarlo il più possibile.
2. Fase di cambio: i piedi tornano allineati
La fase di cambio è fondamentale. Quando lo sciatore passa da una curva alla successiva, gli sci vengono riportati in una posizione allineata, o comunque molto vicina all’allineamento, mentre passano da uno spigolo all’altro.
Questo recupero permette di iniziare la curva successiva nella condizione necessaria per gestire correttamente il movimento del bacino e delle gambe.
Se il disallineamento accumulato a fine curva non viene recuperato, lo sciatore rischia di iniziare la curva successiva con una posizione dei piedi già sfavorevole. Ne ho parlato in modo approfondito in un altro video del canale.
3. Inizio curva: lo sci interno avanza nuovamente
Subito dopo il cambio, quando lo sciatore inizia a inclinarsi verso l’interno della nuova curva, il disallineamento di norma ricompare. Lo sci interno viene portato leggermente avanti rispetto allo sci esterno mentre il bacino si sposta verso l’interno della curva e lo sciatore costruisce l’angolazione necessaria per affrontarla.
Questa è la parte più interessante della dinamica: il disallineamento non deve essere necessariamente eliminato per tutta la curva, ma deve essere gestito con il giusto tempismo.
Possiamo quindi riassumere la sequenza ideale osservata nel video in questo modo:
- Fine curva: il disallineamento tende ad aumentare e dobbiamo cercare di contrastarlo.
- Fase di cambio: i piedi vengono riallineati.
- Inizio curva: lo sci interno avanza progressivamente quanto necessario per facilitare il movimento.
Perché lo sci interno tende ad avanzare?
Le ragioni principali sono due: i limiti imposti dallo scarpone alla mobilità della caviglia e la rotazione del bacino durante l’ingresso in curva.
1. Lo scarpone limita la flessione della caviglia
Durante la curva, lo sciatore deve adattare la posizione delle gambe all’inclinazione del corpo. LA gamba interna deve essere flessa più di quella esterna, il piede interno viene così a trovarsi più in alto rispetto a quello esterno, come se fosse appoggiato su un gradino.
Il problema è che lo scarpone da sci limita in modo significativo la mobilità della caviglia. Non possiamo quindi contare sulla stessa libertà di movimento che avremmo con una normale scarpa: questo ci costringe a portare il piede interno più avanti.
2. La rotazione del bacino
La seconda ragione riguarda l’orientamento del bacino durante la curva.
Nel movimento descritto nel video, il bacino ruota in senso opposto rispetto alla direzione della curva. Questa rotazione, associata al movimento di angolazione, porta l’anca interna a trovarsi più avanti rispetto a quella esterna.
Poiché anca, ginocchio e piede sono collegati tra loro, l’avanzamento dell’anca interna si riflette anche sulla posizione dello sci interno.
So già che qui in molti contesteranno il fatto che il bacino non debba essere controruotato: io più che farvi vedere che TUTTI gli sciatori di alto livello lo fanno, non so veramente cos’altro fare. Vi rimando a uno degli innumerevoli video del canale che lo mostrano in modo inequivocabile.
I due errori più comuni nel disallineamento degli sci
Una volta chiarito perché il disallineamento può essere naturale, dobbiamo capire quando diventa un problema. Gli errori principali sono due e riguardano soprattutto il fine curva e la fase di cambio.
Errore 1: disallineare troppo gli sci a fine curva
È un errore molto diffuso, anche tra sciatori capaci e tecnicamente evoluti.
Come spiegato in precedenza, a fine curva le forze in gioco tendono a spingere indietro lo sci esterno e in avanti lo sci interno. In questa fase bisogna concentrarsi in modo particolare sullo sci interno: occorre tenere la coda leggera, e cercare di “tirare indietro” il piede, ma usando i muscoli giusti. Se lo tiriamo indietro ruotando il bacino nel senso della curva, rischiamo di “uscire di anca” e di perdere aderenza con lo sci esterno. Il movimento giusto da fare è il cosiddetto “pull back”, si tratta di una tensione muscolare esercitata tramite la dorsiflessione della caviglia e l’intervento dei flessori della gamba, per cercare di “tenere indietro” lo sci interno ma senza portare indietro il ginocchio. Si tratta di un movimento che riguarda solo la gamba, dal ginocchio in giù. Contestualmente, in questa fase, possiamo anche pensare di portare avanti lo sci esterno, come se dovessimo dare un calcio con la gamba esterna.
Errore 2: non riallineare gli sci durante il cambio
Il secondo errore è spesso più penalizzante. In questo caso il disallineamento presente a fine curva viene mantenuto anche durante il cambio, così lo sciatore si ritrova a iniziare la curva successiva con lo sci esterno troppo avanzato rispetto a quello interno… nel momento in cui dovrebbe (come abbiamo visto fare nel video agli istruttori nazionali) portare avanti l’altro sci, quello interno!
Questa posizione rende più difficile il corretto ingresso in curva perché favorisce movimenti di rotazione, che fanno sbandare lo sci e impediscono allo sciatore di entrare in angolazione ed iniziare ad inclinarsi ovvero a spostare il baricentro verso il centro della curva.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto il disallineamento in sé. Non recuperando la posizione corretta durante il cambio, lo sciatore si preclude anche la possibilità di utilizzare il disallineamento in modo funzionale all’ingresso della curva successiva.
Se vuoi approfondire il rapporto tra posizione del bacino e movimento delle gambe, può esserti utile anche l’articolo sull’angolazione di ginocchia e bacino.
Portare avanti lo sci esterno: consiglio giusto o sbagliato?
Probabilmente avrai già sentito dire che, all’inizio della curva, bisogna portare avanti lo sci esterno. È un’indicazione che può essere corretta, ma non è necessariamente adatta a tutti gli sciatori e a tutte le situazioni.
Immaginiamo uno sciatore che inizi già la curva con lo sci esterno troppo avanti e il bacino ruotato in modo eccessivo nella direzione della curva. Se gli diciamo semplicemente di portare ancora più avanti lo sci esterno, rischiamo di accentuare proprio il difetto che vorremmo correggere.
In questo caso è più utile lavorare sulla sequenza completa del movimento:
- recuperare l’allineamento degli sci a fine curva e durante il cambio;
- iniziare la curva successiva con i piedi in una posizione corretta;
- consentire allo sci interno di avanzare quanto necessario durante l’ingresso in angolazione;
- solo dopo aver costruito un appoggio efficace, lavorare sull’avanzamento dello sci esterno (o l’arretramento di quello interno), se necessario.
Il punto fondamentale è che un consiglio tecnico non è corretto o sbagliato in assoluto: la sua efficacia dipende dal problema che deve risolvere.
Dire a uno sciatore di portare avanti lo sci esterno può essere utile in una determinata situazione e controproducente in un’altra. Prima di dare un’indicazione, bisogna capire che cosa sta facendo realmente lo sciatore e in quale fase della curva si manifesta l’errore.
Come migliorare il disallineamento degli sci
Per lavorare su questo aspetto della tecnica, l’obiettivo non dovrebbe essere quello di mantenere i piedi perfettamente allineati in ogni momento. È più utile imparare a controllare il passaggio da una fase all’altra della curva.
Un primo esercizio consiste nel concentrarsi sulla fase di cambio, cercando di percepire il momento in cui i piedi tornano allineati. Da questa posizione, durante l’ingresso nella curva successiva, si può osservare come cambia la posizione dello sci interno mentre il bacino si sposta verso l’interno.
La progressione può essere organizzata in questo modo:
- Osservare la propria sciata: realizzare un breve video, possibilmente ripreso lateralmente, in modo da vedere la posizione relativa dei due sci.
- Controllare il fine curva: verificare se il disallineamento diventa eccessivo.
- Studiare il cambio: osservare se i piedi vengono riportati in linea prima dell’ingresso nella curva successiva.
- Analizzare l’ingresso: verificare se il movimento del bacino e delle gambe consente di iniziare la curva in modo pulito, senza una rotazione eccessiva del corpo.
È importante non cercare di correggere tutto contemporaneamente. Se il problema principale è il mancato riallineamento durante il cambio, concentrarsi esclusivamente sull’avanzamento dello sci esterno difficilmente risolverà la causa dell’errore.
Per imparare a eseguire correttamente questi movimenti è consigliabile lavorare su piste adatte al proprio livello, con velocità controllata e, quando possibile, con il supporto di un maestro che possa osservare la sciata e correggere gli errori.
Un’analisi video può essere particolarmente utile perché permette di rallentare la sequenza e distinguere movimenti che, mentre si scia, sono difficili da percepire. Se vuoi approfondire questo approccio, puoi consultare il servizio di analisi video della sciata.
Conclusioni: dobbiamo cercare il perfetto allineamento?
La risposta è no, almeno se intendiamo un allineamento perfetto e costante durante tutta la curva.
Il disallineamento dei piedi è un fenomeno che può e deve verificarsi naturalmente durante la sciata e che: deve essere preparato a fine curva riallineando i piedi, ricercato a inizio curva per entrare in angolazione, e controllato durante la fase attiva della curva per evitare che diventi eccessivo.
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